Dr.ssa Rosanna Sarli - Training Autogeno - Cognitivaroma.it

Dr.ssa Rosanna SARLI
Psicologa e Psicoterapeuta
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Aree d'intervento
Che cos’è il training autogeno
Training significa “allenamento” e Autogeno “che si genera da sé”. Il Training Autogeno (nel corso della trattazione T. A.) è un metodo pratico di psicoterapia che agisce sull’unità psico-somatica e determina modificazioni fisiche e psicologia apprezzabili nell’individuo, consentendo di intervenire su numerosi disturbi funzionali in tempi relativamente bravi. “Training significa 'allenamento', cioè apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva, particolarmente studiati e concatenati, allo scopo di portare progressivamente al realizzarsi di spontanee modificazioni del tono muscolare, della funzionalità vascolare, dell’attività cardiaca e polmonare, dell’equilibrio neurovegetativo e dello stato di coscienza.” (G. Crosa).

Il fine è raggiungere una condizione di cosciente passività, che si realizza quando il soggetto si lascia andare ad un atteggiamento d’indifferente contemplazione di quanto spontaneamente accade nel proprio organismo e nella propria mente. In seguito all’apprendimento di questa tecnica ed all’allenamento quotidiano del paziente, si sviluppano spontaneamente modificazioni psichiche e somatiche di senso opposto a quelle provocate nella nostra mente da uno stato di tensione, di ansia e stress.
Il fondamentale principio autogeno è l’autogenicità: affinché questa si realizzi è importante che il paziente svolga gli esercizi in modo costante e autonomo; il compito del terapeuta è dunque quello di illustrare progressivamente il metodo, supervisionare il lavoro individuale del paziente e favorire l’elaborazione del vissuto che emerge durante l’apprendimento degli esercizi. Diversamente dunque dall’ipnosi, il Training Autogeno cerca di ridurre gli effetti suggestivi e di fornire al paziente uno strumento che possa poi essere utilizzato in modo autonomo.
Gli esercizi somatici, detti anche “di base” o “standard”, concentrati in modo progressivo consentono il raggiungimento della distensione in questi settori:
1. Muscoli
2. Vasi sanguigni
3. Cuore
4. Respirazione
5. Organi addominali
6. Capo

Gli effetti diretti del T. A. sull’individuo si possono così riassumere: un più profondo e rapido recupero di energie, autoinduzione alla calma tramite il rilassamento interiore, autoregolazione di funzioni corporee involontarie (apparato cardiocircolatorio, respiratorio, viscerale), miglioramento della capacità di concentrazione e delle prestazioni mnemoniche, diminuzione della percezione del dolore (attraverso la modificazione del vissuto di sofferenza) autodeterminazione per mezzo di proponimenti che permettono di superare specifiche difficoltà, introspezione e autocontrollo attraverso l’ascolto del proprio corpo, quel “tutto in se stessi” (Schultz) che permette una miglior coscienza di sé.

Il T. A. fa riferimento al concetto bionomico dell’individuo in cui le componenti fisico-biologiche e psichiche sono interdipendenti; tale teoria si basa sulla considerazione che un cambiamento a livello fisico comporta modificazioni a livello psicologico, così come uno stato di tensione emotiva può presentarsi anche con sintomi di tipo prevalentemente fisico. Gli interventi sono dunque rivolti all’individuo nella sua totalità ed interezza, all’unità mente-corpo. Il Training Autogeno è stato successivamente sviluppato come pure tecnica psico-corporea soprattutto dagli allievi di Schultz, che ne hanno intuito la larga applicabilità non solo in patologia, anche in ambiente non-clinico, come tecnica di prevenzione (nella preparazione al parto, nella psicologia del lavoro, dello sport).


Tempi e modalità del Training Autogeno
L’apprendimento della tecnica, sia individualmente sia in gruppo, prevede 10 incontri con cadenza settimanale; particolare attenzione è posta nel colloquio preliminare alla valutazione dell’idoneità psico-fisica del soggetto per evidenziare controindicazioni o particolari situazioni che richiedono una modificazione alla tecnica standard o la supervisione di un medico.
Il Training Autogeno prevede l’apprendimento graduale della tecnica in modo che il paziente si renda progressivamente indipendente dal terapeuta, raggiungendo sempre più autonomamente lo stato autogeno.Il T. A. rappresenta dunque un percorso di conoscenza e di consapevolezza dei propri vissuti psicologici attraverso il proprio corpo, tale percorso richiede oltre alla motivazione anche una certa  costanza nel tempo, in quanto solitamente i 10 incontri svolti settimanalmente, come presupposto dalla tecnica, implicano un periodo totale di circa 2 mesi e mezzo.
Ove non sia possibile applicare il Training Autogeno, per motivazioni di tempo o per alcune controindicazioni cliniche, esistono altre tecniche di rilassamento, che agiscono prevalentemente sull’apparato muscolare e vascolare (dunque con un approccio più centrale sul corpo che sulla psiche) e che permettono di ottenere un buon rilassamento generale, come ad esempio il "rilassamento muscolare progressivo di Jacobson". Questa tecnica è stata proposta da Jacobson e attualmente è inserita spesso all’interno di trattamenti psicoterapeutici di ispirazione cognitivo-comportamentale. Il metodo, interessa specificatamente l’apparato muscolare ed il lavoro con il paziente si basa sulla contrazione di specifici muscoli e l’osservazione della sensazione che accompagna il successivo rilassamento muscolare.

Applicazioni cliniche
Apparato digerente: il T. A. favorisce la normalizzazione dei fattori stressanti collegati alle patologie dell’apparato digerente, tramite l’autoregolazione delle funzioni motorie, vasomotorie e secretive dell’apparato gastrointestinale.
Il T. A. si è dimostrato particolarmente utile per contrastare alcuni disturbi dermatologici (Eczemi, Psoriasi, Pruriti) che occorrono abitualmente nel soggetto in situazioni di stress.

Apparato respiratorio: il T. A. agisce sui meccanismi fisiologici del disturbo (lavorando sulla respirazione diaframmatica) e sulle sue implicazioni psicodinamiche. Nei casi cronici può essere utile associare il T. A. alle abituali terapie farmacologiche.

Apparato circolatorio: il T. A. diminuendo l’ansia e le preoccupazioni migliora la circolazione periferica, assesta i valori della pressione arteriosa, induce uno stato di calma.

Turbe neurologiche: il T. A. rappresenta in questi casi un affiancamento, non certo una risoluzione del disturbo. Nella malattia di Parkinson e nella sclerosi multipla si è mostrato utile per ridurre l’ipereccitabilità e l’ansia legata alle conseguenze della malattia. Ha dato buoni risultati anche nell’illusione dell’arto fantasma che insorge talvolta dopo amputazione, in quanto favorisce l’elaborazione della propria immagine corporea. Nei disturbi del sonno il T. A. riduce l’eccessiva eccitazione e regolarizza il ciclo sonno-veglia. Inducendo analgesia attraverso la modificazione del vissuto del dolore, si è mostrato utile nel ridurre il dolore nelle cefalee.


Indicazioni
Il training autogeno è indicato in:
Medicina Psicosomatica: Gastrite; Colon Irritabile; Stipsi; Colecistopatie; Tachicardia sinusale; Bradicardia; Angina pectoris; Celafea vasomotoria; Dismenorrea; Spasmofilia; Tic; Eczemi; Asma; Turbe del sonno; Balbuzie; Tossicomanie; Bruxismo.

Psichiatria: Disturbi d’ansia, Ereutofobia (paura di arrossire); Fobia Sociale; Disturbi della sessualità.

Ostetricia: Preparazione psicofisica al parto.

Medicina dello sport: Trattamento dell’ansia pre-agonistica.


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